Erbe Nere - Blu,  Hennè - Erbe tintorie

Indigo

Caro Lettore,

Benvenuto nel blog di Veronica Dambr, la tiktoker che usa le erbe Ayurvediche per curare i capelli.

In questa sezione parleremo delle erbe tintorie e Ayurvediche, usate dalla medicina orientale per far fronte a vari problemi dermatologici e del cuoio capelluto.

Oggi affronteremo l’erbetta che impropriamente è chiamata henné nero usato per tingere in modo completamente naturale i capelli: l’Indigo.

Sapevi che ho scritto un libro a riguardo?

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Che cos’é l’Indigo?

Il nome botanico è indigofera tinctoria, un arbusto made in India. Dalle sue foglie essiccate e poi polverizzate, si ottiene l’indaco, un colorante naturale che rende i capelli Neri con qualche venatura bluastra.

La molecola tintoria si chiama Indigotina.

Quali sono le proprietà tintorie dell’Indigo?

Tanto dipende dalla colorazione di base dei nostri capelli. Come per tutte le erbe tintorie bisogna avere una buna base di Lawsonia stratificata affinché il colore nero-blu possa resistere sul fusto, altrimenti scaricherà. Le prime volte che ci si approccia al mondo delle erbe tintorie utilizzando l’Indigo dovremmo tener conto che i riflessi rossicci si vedranno sempre. Con il tempo e con le varie applicazioni il tono si scurirà del tutto. Non si può pretendere di passare al nero senza una fase intermedia rossiccia – viola. Ci vuole pazienza e costanza.

Se sei bionda evita di applicare direttamente l’Indigo sui capelli altrimenti il colore che tirerai fuori sarà il verde. Anche in questo caso bisogna passare necessariamente dal rosso / castano prima di ottenere il nero.

Miscelando l’Indigo all’Hennè in percentuali variabili si otterranno toni che vanno dal castano Chiaro al Castano scuro, Cioccolato e Mogano. Aggiungendo il guado si otterranno riflessi blu molto accesi.

NOTA BENE: Non effettuare decolorazioni su capelli colorati con Indigo.

L’indigo è sempre 100% naturale?

No. può contenere Parafenilendiammina, per questo e sempre bene leggere l’inci dei prodotti che acquistiamo. Si tratta di un colorante sintetico che viene aggiunto all’Indigo allo scopo di ottenere una colorazione più intensa in tempi molto brevi, è la stessa sostanza che troviamo all’interno delle tinture sintetiche. Risulta allergizzante in soggetti predisposti (tipo me). Nell’INCI è indicato con il nome di Paraphenylenediamine o PPD.

Come si prepara l’Indigo?

  • Bisogna versare la polvere in un ciotola di plastica, legno o terracotta e aggiungere acqua calda (non bollente) fino a raggiungere una consistenza simile allo yogurt per densità.
  • L’Indigo lavora in un ambiente basico, quindi si aggiungerà il bicarbonato. No sostanze acide come limone o aceto. Applicare subito senza lasciarlo ossidare.
  • Si sconsiglia l’aggiunta di burri e oli per evitare di compromettere l’azione tintoria.
  • Per quanto riguarda gli infusi (ad esempio di rosmarino, alloro, the, ecc) sono leggermente aciduli, quindi evitali.
  • Si può unire ad altre erbe tintorie come il Guado, l’alcanna, il mallo di noce ecc.
  • Deve essere sempre unito ad una percentuale di Lawsonia in base alla sfumatura che vorremmo ottenere. Senza la Lawsonia il colore scaricherà velocemente e non si attaccherà al capello.

Capelli puliti o sporchi? Come si applica l’Indigo?

L’Indigo si applica su capelli puliti, affinché togliendo lo sporco e il sebo che filmano il capello, sia possibile tingere la chioma e non comprometterne la colorazione.

Bisogna necessariamente avvolgere i capelli con l’Indigo nella pellicola?

Si, per diversi motivi:

  • Avvolgendo i capelli nella pellicola eviteremo che diventino duri come una pietra, infatti sarà difficile poi lavarli.
  • La pellicola evita che l’Indigo coli ovunque se lo facciamo troppo liquido.
  • Avvolgendo i capelli nella pellicola eviteremo che diventino duri come una pietra, infatti sarà difficile poi lavarli.
  • La pellicola evita che l’henné coli ovunque se lo facciamo troppo liquido.
  • Sulla pellicola bisogna poi avvolgere un asciugamano o indossare un cappello di lana o utilizzare una cuffia riscaldabile. Tenendo il composto al caldo esso tingerà correttamente.

Quanto tempo deve rimanere in posa l’Indigo?

2 ore. Oltre quel limite di tempo non tingerà più.

Dopo bisogna risciacquare con lo shampoo?

No. Solo se si ha difficoltà a togliere completamente l’impasto dai capelli si può utilizzare un Co-Wash.

è consigliabile fare il risciacquo acido.

Che cos’è il risciacquo acido?

Per fare il risciacquo acido bisogna diluire all’acqua un po’ di aceto di mele o qualche goccia di limone. Niente paura! Una volta asciugati i capelli non avranno nessun odore sgradevole. Serve alle squame dei capelli a chiudersi rendendoli luminosi.

Che cos’è il doppio passaggio? In quali casi bisogna farlo?

Il doppio passaggio consiste nel fare un impacco post shampoo con sola Lawsonia, il vero henné, unica erbetta in grado di attaccarsi alla cheratina del capello. La Lawsonia è per sempre, proprio come un diamante. Infatti l’unico modo per toglierla è tagliare i capelli se si decide di schiarirli e diventare bionde. TUTTE LE ERBE TINTORIE NON TINGONO SENZA LA LAWSONIA. è importante ricordarlo. Questo primo impacco può essere tenuto in testa per un’ora / un’ora e 30 minuti. Il secondo impacco, se si vogliono tingere i capelli di nero, bisogna farlo con solo indigo e tenerlo in posa due ore / due ore e 30 minuti.

  • Il doppio passaggio serve a chi non ha mai tinto i capelli con l’henné, ma solo con tinte chimiche (mai fare tinta chimica ed henné ravvicinati o se si hanno i capelli decolorati) ed ha bisogno di stratificare.
  • Serve a chi ha i capelli bianchi ed ha bisogno di coprirli.

Nelle volte successive bisogna fare il doppio passaggio?

Se si hanno i capelli bianchi si. Se non si hanno no. Basterà mescolare una percentuale bassa di Lawsonia alle altre erbe tintorie come Indigo o Guado ecc. Ma le prime volte è vivamente consigliato fare il doppio passaggio.

Utilizzando l’Indigo otterrò fin da subito il colore desiderato?

Le erbe sono in grado di tingere i capelli fin da subito, ma non è detto che il colore desiderato possa uscire fuori già dalla prima applicazione. Spesso serve stratificare il colore e nel periodo iniziare è consigliabile fare l’impacco una volta a settimana per poi diminuire pian piano passando a una volta ogni 15 giorni e poi una volta al mese. Essendo un prodotto naturale si possono fare applicazioni ravvicinate, ma è possibile comunque irritare il cuoio capelluto e danneggiare il fusto stesso.

Quali sono le proprietà dell’Indigo?

  • è perfetto per chi ha la cute grassa poiché esso è un sebo-regolatore
  • Rende i capelli lucentissimi e voluminosi
  • è un valido aiuto contro la forfora e il crespo

Possono esserci delle controindicazioni?

Si. Si può essere allergici. è sempre bene fare il patch test (test del cerotto) una prova sulla pelle del braccio 48H prima di applicarlo sul cuoio capelluto. Se noti degli arrossamenti o un forte mal di testa, allora è possibile che tu ne sia allergico.

Dove posso acquistare l’Indigo?

Spero che l’articolo ti sia stato utile,

per qualsiasi dubbio scrivimi in DM su instagram, rispondo sempre.

un abbraccio,

Veronica

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