Racconti personali

Ho visto nascere le tartarughe caretta caretta!

Mi piace stare a contatto con la natura e con gli animali fin da quando ne ho memoria, adoro il mare e i suoi misteri e non perdo occasione per starmene in solitudine ad ascoltare la sua dolce melodia. Il 15 settembre scorso era un sabato qualunque e invece di andare in discoteca o fare il solito giro noioso sul lungomare di Gallipoli, ho deciso di salire in spiaggia e fare la veglia alle piccole tartarughe fino alle 3:00 del mattino con Legambiente. Si perché, insomma, io queste cose le ho viste solo nei documentari oppure nei film come “the last song” con Miley Cyrus. Potevo perdermi l’occasione di fare questa incredibile esperienza? Mai!

In una buca poco distante dal nido delle caretta caretta, abbiamo trovato un granchio proveniente dal Mar Rosso trainato, probabilmente, dalle barche che si era appostato per riempirsi la pancia di tartarughine. Sono proprio loro i predatori più spietati dai quali Legambiente protegge la covata.

La cosa più spettacolare di tutte è che il chiarore della luna influisce sulla schiusa delle uova e aiuta le tartarughe a raggiungere il mare. E lo si può capire benissimo quando questo sta per avvenire: sulla superficie della sabbia compare una specie di conca che va via via ad allargarsi quando fa capolino la prima testolina. Da questo momento in poi non si può assolutamente usare la luce bianca del cellulare perché essa rende cieche le nuove nasciture, quindi si opta per una luce rossa, una frequenza che le tartarughe non percepiscono. Ho passato circa tre ore a fissare quella conca che si stava per aprire, poi all’improvviso dieci di loro vennero alla luce.

Poi sono state pesate, prese le misure, controllato se stessero bene e se fossero sane. Una volta registrate è stato preparato per loro un percorso spianando la sabbia e sono state fatte arrivare in mare aiutandole attraverso le luci rosse. Nessun granchio ha cenato quella notte!

Per me è stata un’emozione bellissima prendere parte ad ogni fase della schiusa di queste uova minuscole che si trovano a soli 15 centimetri nella sabbia con una temperatura che si aggira attorno ai 26°C. Più di qualsiasi altro documentario, è stato soddisfacente ascoltare le spiegazioni dei biologi e le loro esperienze vissute a diretto contatto con questi splendidi animali e tutti i rischi che incontrano nel mare inquinato dalla plastica e da tutte le sostanze che gli scarichi urbani e le industrie immettono all’interno. Anche l’atmosfera che si respirava era stupenda: una comunità di persone radunata per prendere parte a questo evento illuminate soltanto dal chiarore della luna, avvolte dalla brezza marina che spirava intensamente, il rumore delle onde che sbattevano frenetiche sulla battigia, un bicchiere di vino rosso per riscaldarci e l’emozione comune di osservare un evento che non capita di certo tutti i giorni.

Puoi vedere i video che ho girato quella notte sulla mia pagina facebook cliccando qui . Oppure le mie storie in evidenza su instagram.

Se hai la possibilità di fare delle esperienze uniche, rinuncia a tutto ciò che è ordinario. Abbi il coraggio di dire “no” alle cose che ti annoiano e vai per la tua strada. Proprio dietro l’angolo (come nel mio caso) possono nascondersi avventure che non avresti mai immaginato di vivere. Osa!

Un abbraccio

Veronica

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