Racconti personali

Equitazione: il mio ritorno in questo ambiente dopo 10 anni

Hai presente quelle bambine che a 12 anni sentono il desiderio di avere un pony o un unicorno tutto per se? Ecco, io faccio proprio parte di questa categoria e nel corso della mia infanzia ho posseduto circa quattro cavalli. Nel mio piccolo paesino salentino è molto diffusa questa passione per l’equitazione. C’è chi da generazioni partecipa alle fiere con i carri caratteristici o montando con la sella americana e c’è chi come me adora il salto ostacoli, una versione un po’ più principesca dell’ippica. Ricordo che, quando uscivo da scuola, posavo lo zaino vicino la porta di ingresso di casa mia e correvo al maneggio. Quella versione di me stessa era molto timida, così tanto che cominciava le lezioni e poi smetteva per paura di non farcela, di non essere in grado o abbastanza brava da riuscire a vincere i primi posti in un concorso. Poi si aggiungeva anche la paura di mia madre riguardo le possibili cadute da cavallo che avrei potuto fare e l’ansia mi uccideva. Però mi piaceva. Adoravo fare lunghe passeggiate, galoppare nei campi verdi oppure in spiaggia, con la sella o a pelo… Insomma, il legame che si era creato con il mio cavallo Ontaryo trascendeva tutti i possibili concorsi di salto ostacoli che avrei potuto fare. Mi è rimasta solo una foto di quello splendido periodo:

8 novembre 2009, Ontaryo

Avevo 13 anni, adoravo l’odore della paglia e della terra bruciata, la criniera intrecciata in mille modi, il rumore degli zoccoli sul terreno, il vento che scompiglia i capelli, i muscoli doloranti dopo un’ora di lezione. Era il mio mondo, la parte più spensierata della mia vita, qualcosa che avrei voluto non finisse mai. Ma ogni cosa, in realtà, ha una fine e lo imparai presto. Questa passione mi è stata trasmessa dall’ex compagno di mia madre, condividevamo il tempo insieme e mi ha insegnato tutto ciò che sapevo sui cavalli. Poi alcune storie giungono al capolinea e bisogna accettare anche le conseguenze che ne conseguono. La mia è stata la vendita del mio cavallo. Da allora ho chiuso per sempre con questo mondo, non ne volevo più sapere. Il dolore è stato talmente grande che per parecchi anni non ho più ripensato a quella vita. Sono ripartita da zero, ho cominciato il liceo, nuove amicizie, nuove esperienze, nuovi impegni e ho lasciato andare pian piano quella vita che non sentivo più mia.

Ora ho 23 anni, di cambiamenti caratteriali ne ho fatti parecchi ed è proprio per questo che di mia spontanea volontà ho deciso di rimettermi in gioco iscrivendomi nel primo maneggio in cui presi lezioni da bambina. E così, dopo aver riesumato i miei vecchi stivali della Pioneer, il quattro settembre scorso ho montato Jacopo. La sensazione? Un mix di sorpresa, tensione, ansia e felicità. Erano le 19:30 e mi sono goduta uno dei tramonti più belli degli ultimi anni.

Ma solo dopo la terza lezione ho realizzato che davvero ero tornata in quel mondo e me la cavo alla grande! Onestamente pensavo di aver dimenticato tutto, ma in realtà è come andare in bici: una volta imparato non lo scordi più. E mi sono emozionata. Mi sono guardata attorno e quelle che provavo erano le stesse sensazioni di una volta, gli stessi odori, gli stessi suoni. Tutto era come lo avevo lasciato, uguale e identico che aspettava solo me.

Non credevo davvero che sarei tornata eppure eccomi qui, con le gambe doloranti e un sorriso enorme di chi crede in se stessa, nelle proprie passioni ed ha rispetto dei propri ricordi. Non so ancora se e quando farò dei concorsi, semplicemente mi godo il momento rilassandomi facendo ciò che amo, ritagliandomi due volte a settimana un momento incantato solo per me.

Credi sempre nei tuoi sogni, se sono davvero importanti li sentirai prepotenti nel cuore. Ascoltali. Loro conoscono la strada per la felicità.

Un abbraccio,

Veronica

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