Veronica Dambr

Non lasciare che i tuoi sogni restino solo sogni...
Ritrova te stesso

Ritrova te stesso

Bentornati miei cari amici,
è passato un po’ di tempo dall’ultimo articolo pubblicato sul mio blog, ero in attesa dell’argomento giusto da trattare.
Qualche giorno fa, tramite uno dei miei soliti sondaggi su instagram, vi ho chiesto di scegliere tra due questioni molto diverse fra loro. La maggior parte di voi ha scelto uno dei temi a me cari: come affrontare un periodo non molto bello, capire il proprio io e vivere secondo i propri valori, le proprie idee, i propri sogni.
PREMESSA:
In qualunque posto voi siate, qualunque cosa voi stiate affrontando (sia piccola, che enorme) sappiate che tutto si può superare. Non vi darò un manuale psicologico, non vi elencherò tutti i punti da seguire come se fosse una lista della spesa perché non ne ho né le qualità, né la professionalità. Ho deciso, piuttosto, di seguire il mio stile, di raccontarvi una storia, la mia, come se stesse parlando con un’amica al bar.
Quindi, siete pronti? Andiamo a prenderci un caffè insieme?
CHI SONO? QUAL è LA MIA STORIA?
Non ho mai amato quel tipo di persone che stanno ferme in un punto senza mai progredire, non sono mai stata una persona che segue di buon grado gli ordini imposte da chissà quale regolamento sociale/morale, non mi piace particolarmente chi sta fermo sulle proprie convinzioni, spesso chiuse, e dice agli altri come correre, ho sempre fatto i miei salti nel vuoto senza pensarci più di tanto, senza preoccuparmi eccessivamente sul “dove” e sul “come” sarei atterrata perché tanto ce l’avrei fatta comunque, in un modo o nell’altro. Non ho mai tenuto per me un’opinione che ritenevo fosse contrastante con quella dei miei interlocutori. La routine, l’abitudine, la quotidianità mi spegne a poco a poco, odio le cose, le persone, le situazioni sempre uguali che non danno stimoli e non proiettano verso un futuro migliore. Non mi spaventa l’oblio, non mi spaventa camminare come un funambolo su di una voragine, non ho mai delegato agli altri la mia felicità, la conseguenza delle mie azioni, il mio vivere costantemente con un piede nella favola e l’altro nell’abisso.
Ma pur sapendo tutto questo di me, sono umana anche io. Non date retta a chi vi dice che si può imparare a stare sempre al top in ogni situazione. Anche la persona più potente al mondo, ogni tanto, ha qualche tentennamento. È normale, non siamo macchine, siamo dotati di un cuore e di un’anima, proviamo emozioni e alle volte non sappiamo come gestirle nel migliore dei modi. O almeno, per me che sono ultra sensibile, è così.
Da quando nella mia vita si sono rotti un bel po’ di legami, la paura di non farcela ha preso il sopravvento e quella donna così spavalda, attiva, caparbia e audace si è fatta un po’ da parte sedendosi in cima ad un burrone, il mio burrone, guardando il vuoto.
Mi sono lasciata andare ad una vita scomoda, senza tutte quelle grandi e immense emozioni che mi facevano sentire viva e invece che essere “il capitano della mia anima”, sono diventata il mozzo che dal pontile guarda il mare cercando una via di fuga senza trovarla.
Ho dato spesso la colpa agli altri per essere diventata fredda, schiva, arrendevole e fragile dimenticando che “il vero io è ciò che sono, non quello che hanno fatto di me”.
Forse queste citazioni, queste frasi, almeno di sfuggita le avrai sentite/lette da qualche parte. Ed hai ragione, la prima è presa dalla poesia “Invictus” molto cara a Nelson Mandela. La seconda è presa di un libro di Paulo Coelho. Non so perché ma certe frasi mi tornando in mente proprio nel momento opportuno, proprio quando dentro di me si fa tutto buio e desidero solo una mano che mi salvi. La mia è la letteratura.
Ma ritornando a noi, per molto tempo (esattamente tre anni) ho sopravvissuto in uno stato di catatonia in cui tutto perdeva improvvisamente colore. Continuavo a fare le stesse cose che un tempo mi davano gioia, come leggere, scrivere, uscire con gli amici o con il fidanzato, studiare, andare a fare una passeggiata a cavallo, ammirare il mare ecc., ma nessuna di esse mi dava un’emozione vera, una motivazione, una ventata di vita.
Ho cercato la causa negli altri, negli eventi che mi hanno colpito, nel mio passato tormentato da addii, separazioni, spostamenti continui da un paese ad un altro, ho cercato di farmi aiutare dagli amici, dai parenti, dai libri di psicologia e programmazione neuro linguistica e… dagli psicologi. Ma niente. Non ho mai trovato la causa al mio malessere, alla perdita di colori, di profumi, di sensazioni vissute sottopelle. I miei ultimi tre anni sono stati come un film muto in bianco e nero. Apparentemente normale e divertente ma, in realtà, stressante, incomprensibile, vuoto.
È stato come cadere in una voragine e tentare di risalire in cima con tutte le mie forze. Ho fatto di tutto per cercare di tirarmi su come uscire, fare nuove amicizie, recidere i rami secchi… ma tutto sembrava essere inutile.
Una delle cose che ho capito in questi istanti è che puoi riempire il vuoto con qualsiasi cosa, ma se non comprendi fino in fondo il tuo problema, finirai per allargare ancora di più quella voragine interiore.
Io che ho sempre dato forza agli altri, che avevo voglia di realizzare tutti i miei desideri, che ho superato situazioni ben più difficili, mi ritrovavo senza energie, come una medusa che si lascia trasportare dalle correnti marine. In balia degli eventi.
CHE COS’è SUCCESSO POI?
La verità è che non puoi cambiare l’esterno se non hai il coraggio di guardarti dentro.
Ad un certo punto devi dire basta. Ad un certo punto, dopo aver sofferto, dopo aver versato anche l’ultima lacrima, devi dire basta. Devi stancarti di vivere una situazione del genere. Devi impazzire. Impazzire significa smettere di vivere come gli altri si aspettano, smettere di vivere secondo quelli che non sono i tuoi valori personali, significa interrompere un circolo vizioso, significa semplicemente tornare alla realtà. La tua realtà.
Se io ti chiedessi in questo momento “chi sei?” sapresti darmi una risposta dettagliata? Sapresti scandagliare la tua anima, il tuo carattere, i tuoi desideri, le tue credenze, il modo che hai di vedere la vita? Non voglio sapere dove abiti o che professione svolgi. Ma semplicemente ti chiedo di mettere nero su bianco tutte le sfumature che riesci a cogliere del tuo carattere. Senza pregiudizi, senza remore, senza limiti. Anche esagerando un po’.
Chi sei?
Io non lo sapevo più. mi sono lasciata pervadere da sensazioni che non erano mie, mi stavo facendo andar bene situazioni che non mi si addicevano. Ho vissuto contro tutti quei bei valori, tutte quelle belle parole che predicavo agli altri ma che io avevo perso.
Se non sai chi sei ora, rischi di perderti un sacco di altri te che possono essere interessanti, coraggiosi, audaci, forti, simpatici, migliori.
Se non sai chi sei, ti lascerai forgiare dalle parole che prova ad attribuirti la gente.
Se non sai chi sei e che cosa puoi fare con quello che hai dentro, lascerai agli altri la possibilità di scegliere al posto tuo.
Avevo adottavo una Veronica lamentosa, che dava la colpa agli eventi, alle persone, alle circostanze, al meteo, alla società, alla storia, ignorando il fatto che il problema risiedeva dento di me. La colpa era mia. Avevo smesso di vivere e mi limitavo alla mera sopravvivenza.
Alla fine della mia lista di cose che ero e che non ero sono arrivata alla conclusione che quel carattere passivo che avevo adottato, mi stava facendo perdere il gusto di amare, di ridere, di divertirmi.
E quando diventi qualcuno che non sei, rischi di attirare a te altre persone che hanno quella tua stessa energia e che invece di darti uno stimolo per vivere meglio, per superare i tuoi limiti, per progredire, per andare avanti, ti tirano giù.
RISCOPRI LA MERAVIGLIA:
Il mondo è pieno di gente che si lamenta per qualsiasi cosa, che non trova più interessante un tramonto, che non corre il rischio di vivere i propri sogni. E la capisco benissimo, anche io ero terrorizzata fino a poco tempo fa.
Ma tu vuoi essere davvero, ancora, una di queste persone oppure vuoi uscire allo scoperto, ritrovare la voglia di vivere, staccarti da ciò che pesa e ti tiene giù?
Vuoi avere un carattere passivo, tedioso, impaurito, capace di intorpidire te stesso e gli altri, oppure vuoi avere un carattere attivo, allegro, intraprendente, coraggioso, testardo, capace di affrontare le sfide, di saltare nel vuoto e godersi appieno la vita anche in mezzo a mille difficoltà?
Alle volte la felicita è una questione di scelte. Scelte che ti fanno vivere delle emozioni intense. Scelte che ti restituiscono la vitalità.
Dopo aver compreso questo, ho deciso di non fissare più il burrone dove i miei piedi stavano penzolando, ma di alzare la testa e guardare le stelle.
Mi sono chiesta “chissà se a furia di sognare avrò di nuovo la voglia di rimettermi in gioco, di accettare le sfide che la vita mi impone e di imparare a ballare anche da sola.” Perché si, si può ballare anche da soli. Ci si può (e si deve) ricostruire da soli senza far affidamento su nessuno. E non importa quanta solitudine dovrò attraversare oggi perché essa è la chiave per comprendere appieno quale strada intraprendere. Finché sei vivo hai una chance per cambiare il mondo. Finché l’aria entra nei tuoi polmoni puoi vivere tutte le esperienze che vuoi.
Martin Luter King diceva “non temo la cattiveria dei perdenti, ma temo molto di più la pigrizia e l’indolenza dei vincenti”.
Da che parte vuoi stare? Vuoi far parte di chi dall’alto del suo piedistallo impartisce ordini senza muovere un dito, di chi giudica la vita degli altri senza pensare alla propria, oppure vuoi essere una persona che da sostegno agli altri e che dona amore e allegria a chi la circonda? vuoi essere un punto di riferimento o la seconda scelta? Ti farai scegliere o finalmente sceglierai?
Non arrendetevi mai , la vita vi sorprende in modi che neanche immaginate.
Non smettete mai di sognare, di correre il rischio di vivere tutti i vostri desideri.
Il bello di essere umani è che si può programmare una parte della propria esistenza, ma esiste sempre un margine destinato alla sorpresa. Lasciatevi sorprendere dai miracoli che avvengono ogni giorno, fate quella telefonata che rimandate da tanto tempo, dite ti amo a quella persona che abita i vostri pensieri da un bel po’, andate a trovare chi amate, fate un regalo anche se non c’è una ricorrenza particolare, lasciate andare situazioni che vi fanno stare male, imparate a dire addio, a chiedere scusa, a ringraziate qualcuno per un gesto gentile, amate la vita più che potete. E sa va male pazienza, mettetelo in conto. Avrete imparato qualcosa di nuovo su voi stessi.
È solo una brutta giornata, non una brutta vita.
Spero di esservi stata d’aiuto almeno per strapparvi la voglia di far di più.
Fatemi sapere cosa ne pensate.
Un abbraccio, Veronica.

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